FIL ROUGE

Un giardino in comune - Pomezia (RM), Italia

Progetto Vincitore Primo Premio

Project

type       National Competition

client    Comune di Pomezia

area       3.600 m2

status   completed

site        Pomezia - Italy

year       2017

 

Team

arch. paes. Federica Perissi (group leader),

arch. paes. Simone Catalani, arch. paes. Marina Cicalini, arch. paes. Giovanna Cupini

Progetto vincitore del concorso per la progettazione del giardino comunale di Pomezia.

L’idea progettuale nasce dal voler evidenziare la forma del luogo (genius loci) tramite una sovrapposizione stratigrafica di tutti gli elementi che hanno generato il contesto circostante, rielaborati secondo una visione contemporanea, con modifiche compatibili e innovative rispetto a quelle esistenti.

L'intento è quello di creare una polarità locale integrata con il sistema degli spazi aperti, rigenerando e valorizzando questo luogo, attualmente poco connotato, offrendone una nuova immagine: identitaria, culturale, simbolica, formale e funzionale.

I simboli della città, grazie ai colori e ai significati araldici, ci hanno ispirato nella progettazione di un elemento guida all'interno del giardino: un “Fil Rouge” per (ri)cucire e connettere tutti gli elementi progettuali, persone, eventi e aree, in un unico sistema integrato.

Il filo rosso è stato pensato come un elemento vivo che, attraversando l’asse temporale, si trasforma assumendo diverse forme e significati: scandisce il tempo e racconta la storia; offre aree intime di sosta integrando le funzioni di illuminazione; si confonde con la vegetazione “imparando” da essa e “restituendo” informazioni, e innalzandosi da terra incornicia gli elementi identitari del paesaggio.


OBIETTIVO 1

Capacità di integrazione del nuovo giardino con il giardino esistente

Michelucci definiva la città come “un’opera d’arte corale” in cui “[..] la testimonianza della vitalità delle generazioni che si susseguivano nella città stessa, si disgregava e si ricostruiva in una perenne trasformazione, in un seguito di forme che, pur sembrando in antitesi fra loro, erano invece tutte compenetrate l’una dall’altra [..]”.

Capire il codice genetico del tessuto urbano, rappresentato dalla storia, dall'evoluzione della forma e di tutti gli aspetti che hanno modificato il territorio, costituisce il punto di partenza per definire la nostra idea progettuale. Il contesto ci ha permesso di leggere e approfondire l’archivio di segni e di differenze che caratterizzano le diverse parti, per favorire la naturale evoluzione dell’identità del luogo attraverso il progetto del nuovo, visto come strumento di valorizzazione dell’antico. L’idea progettuale nasce dal voler evidenziare la forma del luogo (genius loci) tramite una sovrapposizione stratigrafica di tutti gli elementi che hanno generato il contesto circostante, rielaborati secondo una visione contemporanea, con modifiche compatibili e innovative rispetto a quelle esistenti. 

Le forme del giardino sono concepite per richiamare l’ordine, la geometria e la simmetria che contraddistinguono il tipico giardino all'italiana, come nel limitrofo giardino “Petrucci”. La presenza di un disegno dai contorni netti e dalle forme decise, insieme all'impiego di elementi architettonici collocati nei punti focali, comunicano la volontà di mantenere un dialogo sempre aperto con il contesto e la storia del territorio dal passato ancora carico di significato.

 

OBIETTIVO 2

Capacità di offrire un’immagine di giardino urbano contemporaneo

La combinazione tra architettura e natura, rende il giardino molto formale ed elaborato, ma una sistemazione troppo classica potrebbe rappresentare un approccio eccessivamente rigido e statico in quanto nel mondo vivente tutto evolve, tutto cambia costantemente. Per questo all'ordine e al rigore si alternano zone del giardino più morbide, una soluzione più informale in cui si dà spazio alla vitalità delle piante, alla loro evoluzione, alla loro stagionalità, dove qualche erba spensierata e vagabonda avrà così l’opportunità di crescere in mezzo ai vialetti e sorprenderci con una fioritura inaspettata. 

Al centro del giardino prende forma tra due polarità l’asse principale, strumento di conoscenza e di narrazione di storie diverse: un viaggio nel tempo scandito dal susseguirsi di frasi, memorie ed eventi che hanno caratterizzato la storia del luogo, un tempo lineare ripetuto e mai uguale che rievoca l’identità del luogo. L’uso di materiali quali resina, acciaio e legno vengono combinati con materiali intrisi di storia come la ghiaia, la pacciamatura e le pietre locali (travertino), riproposti secondo un’interpretazione contemporanea. A tal fine sono stati utilizzati il gres porcellanato effetto travertino lungo l’asse principale, per enfatizzare il concetto del tempo, mentre materiali come il legno in composito WPC, ghiaia e pacciamatura costituiscono le aree di sosta, interagendo direttamente con i cromatismi delle aiuole fiorite. 

Una narrazione non implica solo un racconto orale, ma anche l’esplorazione sensoriale, pertanto all'andamento lineare si sovrappone un tempo ciclico, in cui odori, colori e sapori mutano seguendo le stagioni raccontate attraverso le aiuole. 

Ognuna di esse sarà dominata da una specie con fioritura corrispondente alla stagione di appartenenza: il Rosmarinus officinalis, colorerà di viola la primavera; i colori dell’arancione e del giallo caratterizzeranno le aiuole estive grazie alla Kniphofia uvaria ed alla Santolina chamaecyparissus; il bianco dell’Aster crodifoliu “ideal” e il violetto dell’Aster turbinellus accenderanno l’autunno, infine l’Erica carnea e l’Helleborus “pink frost” coloreranno di rosa l’inverno.

La disposizione e la scelta delle specie erbacee perenni sempreverdi, con fioriture alternate, assicura un giardino sempre vivo e in movimento durante tutto l’arco dell’anno. La scelta delle specie arbustive e arboree rispecchia i principali elementi verdi del giardino all'italiana, piantati secondo lo schema della griglia di costruzione del progetto. 

I colori che rimandano ai simboli della città ci hanno ispirato nella progettazione di un elemento guida all'interno del giardino, perfettamente integrato nella vegetazione: un “Fil Rouge” per (ri)cucire e connettere tutti gli elementi progettuali, persone, eventi e aree, in un unico sistema integrato. Il filo rosso, è stato pensato come un elemento vivo che, attraversando l’asse temporale, si trasforma assumendo diverse forme e significati: scandisce il tempo e racconta la storia tramite stampe sulla pavimentazione in resina; offre aree intime di sosta formando sedute continue in cls, rivestite in resina, con un sistema di illuminazione integrato; si confonde con la vegetazione “imparando” da essa e “restituendo” informazioni sotto forma di stampe scientifiche delle specie presenti; infine, innalzandosi da terra, si trasforma in strutture in acciaio verniciato che incorniciano gli elementi identitari del paesaggio.

 

OBIETTIVO 3

Multifunzionalità e possibilità di fruizione anche serale

L’obiettivo è quello di promuovere una maggiore fruibilità e vivibilità del luogo come nucleo di attrazione e aggregazione per la comunità locale e punto di incontro tra diverse esigenze della collettività. Pertanto il giardino è caratterizzato da una stratificazione di funzioni che convivono una sull'altra, si intersecano con modalità d'uso differenti, creando spazi di relazione e luoghi adatti a tutte le età. Sono occasioni di incontro, di "scambio di sguardi e parole", di conoscenza e cultura, di divertimento e gioco: integrazioni di attività diverse che generano nuovi significati. L’accesso principale al giardino è evidenziato dalla presenza di un portale interattivo che indirizza il fruitore verso la fontana a pavimento posta lungo l’asse. Il suono dei giochi d’acqua fa da sfondo alla prima area funzionale: un’area ludico interattiva in cui la presenza di tavoli da gioco crea aggregazione e una forte componente educativa. Un’area dedicata non solo ai più grandi ma anche ai giovani che vogliono imparare a rispettare l’avversario e ad aprire la mente.

Proseguendo lungo l’asse frammenti di pavimentazione si mescolano alla vegetazione dando vita a forme ludiche per i più piccoli, che potranno confrontarsi in diverse prove stimolando la loro capacità creativa e relazionale. Le pavimentazioni in travertino grezzo e gres porcellanato accolgono le stampe che disegnano i giochi: campana, labirinto, etc.

La fine dell’asse termina nel belvedere, area progettata al fine di stimolare la curiosità del visitatore sul tema del paesaggio. La disposizione degli elementi architettonici è stata studiata al fine di inquadrare i caratteri identitari del luogo e fornirne informazioni sullo skyline dei Colli Albani (pannello in plexiglass stampato), ma assume anche ruolo simbolico: come nel caso dell’orologio solare, metafora dello scorrere del tempo, che posizionato in asse con il percorso storico, rimanda ad un tempo non ancora vissuto lasciandoci con un punto interrogativo sul futuro.

Nostro obiettivo è stato anche la fruizione e la comprensione del giardino nelle ore notturne, pertanto sono stati pensati due sistemi di illuminazione differenti: uno puntuale (Stelo led) che caratterizza le aree funzionali illuminandole con decisione dall’alto, e uno lineare (Minilinear led) integrato nella pavimentazione dell’asse temporale e nelle sedute del Fil Rouge. Questo tipo di illuminazione risulta più soffusa al fine di caratterizzare le aree di sosta intime come fossero un giardino segreto, ed evidenziare l’asse storico con una luce che proviene da altri tempi.