INCROCI DI PAESAGGIO

Concorso di idee per la riqualificazione di alcuni incroci - Ca' Tiepolo (RO), Italia

Project

type       National Competition

client    Comune di Porto Tolle

area       56.000 m2

status   completed

site        Porto Tolle - Italy

year       2017

 

Team

arch. paes. Simone Catalani (group leader),

arch. paes. Marina Cicalini, arch. paes. Federica Perissi


La presente idea progettuale ha seguito un processo deduttivo e di analisi del luogo, nonché di quelle che sono le caratteristiche intrinseche e le potenzialità ancora non del tutto espresse della frazione di Ca’ Tiepolo, centro più importante, nonché sede municipale, del comune di Porto Tolle.

Si andranno ad analizzare le varie fasi progettuali secondo un inquadramento generale per poi definire in maniera più dettagliata le scelte operate.

 

1.      INQUADRAMENTO TERRITORIALE

L’area di intervento è ubicata nella frazione di Ca Tiepolo sita nel Comune di Porto Tolle, in provincia di Rovigo, e risulta essere un importante centro cittadino grazie alla presenza di numerosi servizi ed alla concentrazione della vita politica ed amministrativa del Comune.

Si sviluppa lungo la sponda sud del Po di Venezia un paesaggio unico ricco di flora e fauna, creato dal corso e dai depositi del grande fiume nel suo viaggio verso il mare Adriatico. Il territorio è ricco di ambienti naturali che hanno segnato negli anni la storia, le tradizioni e l’economia di chi ci abita. Le lagune e le valli da pesca hanno favorito lo sviluppo del settore della pesca, nella quale particolare importanza hanno acquisito la molluschicoltura con i suoi “orti d’acqua” e la più antica attività di vallicoltura. Da questa fruttuosa convivenza fra l’uomo e l’ambiente derivano prodotti apprezzati in tutta Italia, come le cozze di Scardovari che hanno ricevuto la sigla DOP.  Altro cardine dell’economia è l’agricoltura, evidenziata da grandi distese di campi, buona parte dei quali coltivati a riso e riconosciuti con il marchio di alta qualità IGP. L'affascinante natura incontaminata alle foci del fiume ha portato allo sviluppo del settore turistico, perseguito rispettando con particolare attenzione il paesaggio naturale che si può scoprire grazie alle giornaliere escursioni in barca che partono dall’argine del Po, dietro al municipio. Si tratta quindi di una cittadina immersa tra acqua, natura cultura e tradizioni, che ne sono le ricchezze.

 

2.      STATO DEI LUOGHI

L’asse di via Matteotti, a doppio senso di percorrenza, di estende per circa 5 km e presenta numerose immissioni laterali sia di natura privata che pubblica e commerciale. Attualmente è interessato da due interventi per la realizzazione di percorsi ciclopedonali ed in particolare, secondo la planimetria allegata, il tratto ovest di via G. Matteotti prevede la realizzazione della pista ciclopedonale sul lato sud della strada, mentre il lato nord è stato dedicato al parcheggio in linea, lasciando molto spazio libero tra la corsia di marcia ed il parcheggio stesso. Le entrate all’area sono rappresentate da due rotatorie ad oggi prive di un’identità riconoscibile pertanto poco identificabili come porte d’accesso. Gli incroci con le strade che trasversalmente intersecano e conducono a via G. Matteotti non sono valorizzati, inoltre è opportuno considerare come, a causa della forte interazione tra i flussi di utenti che si verifica in corrispondenza degli  incroci stradali urbani, si potrebbero manifestare fenomeni incidentali coinvolgenti non solo i veicoli motorizzati ma anche i cosiddetti “utenti deboli” (pedoni, ciclisti e motociclisti) maggiormente vulnerabili in caso di collisione con gli altri mezzi di trasporto. È risultato pertanto prioritario affrontare le problematiche di sicurezza stradale, con particolare riferimento ai punti singolari costituiti dalle intersezioni, nodi urbani attualmente poco riconoscibili ed identificabili.

 

3.      CONCEPT E CRITERI DI PROGETTO

Capire il codice genetico del tessuto urbano, rappresentato dalla storia, dall’evoluzione della forma e di tutti gli aspetti che hanno modificato il territorio, costituisce il punto di partenza per definire la nostra idea progettuale. Il contesto ci ha permesso di leggere e approfondire l’archivio di segni e di differenze che caratterizzano le diverse parti, per favorire la naturale evoluzione dell’identità del luogo attraverso il progetto del nuovo, visto come strumento di valorizzazione dell’antico.

Il progetto nasce dal voler evidenziare il genius loci tramite la composizione di tutti gli elementi che hanno generato il contesto circostante, rielaborati secondo una visione contemporanea, con modifiche compatibili e innovative rispetto a quelle esistenti. L’idea parte dal voler prendere un frammento di ogni elemento fortemente caratterizzante il luogo, per poi unirli in un unico sistema integrato, come in un puzzle. Si tratta di un processo di scomposizione e ricomposizione, ogni volta in forma diversa nonostante gli elementi siano sempre gli stessi, come nel tangram: la molluschicoltura con i suoi orti d’acqua, la tradizione agricola della coltura delle risaie, la biodiversità con la flora e la fauna locale, i detriti di pietra fluviale che hanno generato il territorio ed i colori ed i simboli araldici del comune. Questi elementi caratterizzanti il territorio sono stati riproposti in ambito urbano attraverso l’uso di forme, materiali e colori che li identificano: elementi verticali ricordano l’allevamento delle cozze con i suoi pali di sostegno, l’uso di piani a diverse altezze ricorda i terrazzamenti delle risaie, l’utilizzo della vegetazione autoctona identifica la biodiversità, l’utilizzo di inerti di pietra locale ricordano come è stata generata questa terra e l’utilizzo del colore rosso che caratterizza ed identifica storicamente lo stemma comunale.

Nasce quindi “INCROCI DI PAESAGGIO”: il paesaggio come sintesi, sommatoria ed incrocio razionale di iconemi, unità elementari della percezione, che nelle loro molteplici combinazioni formano l’immagine complessiva del luogo.

 

4.      DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI

L’intervento nasce dall’esigenza da parte dell’Amministrazione Comunale di riqualificare l’asse viabilistico principale della località Cà Tiepolo per il quale sta già attuando due interventi per la realizzazione di percorsi ciclopedonali, ed in particolare si concentra sulle entrate ed alcuni incroci di via G. Matteotti. In linea generale possiamo individuare i seguenti macro-interventi, tra loro organici:

·      Identità del luogo e valorizzazione degli accessi tramite riconfigurazione delle entrate est Fraterna ed ovest Borgo Molo ed introduzione di elementi di riconoscibilità e riferimento visivo anche a distanza;

·      Potenziamento dell’asse pedonale tramite l’uso di parklet, nuovi luoghi di condivisione ed incontro, nonché incentivo al trasporto non motorizzato;

·      Potenziamento della mobilità dolce tramite la progettazione della pista ciclabile collegata con quella esistente e di camminamenti pedonali sicuri ed attrezzati;

·      Creazione di una nuova identità ripetibile e riconoscibile agli incroci stradali di via Giacomo Matteotti con via Alba, via Aldo Moro, via Giordano Bruno, via Di Vittorio con l’intento di rappresentare uno spazio che trasmetta l’idea di permanenza invece che di attraversamento;

·      Miglioramento dell’accessibilità all’area tramite potenziamento della segnaletica verticale ed orizzontale andando ad individuare anche visuali e luoghi di interesse, predisposizione di segnaletica per non vedenti e abbattimento di barriere architettoniche presenti per garantire l’accessibilità ai disabili;

·      Sostenibilità dell’intervento tramite utilizzo di materiali locali e sostenibili, tecnologie di riuso dell’energia e potenziamento delle connessioni ecologiche;

 

4.1 Identità del luogo e valorizzazione degli accessi

Il progetto delle entrate all’asse di G. Matteotti mira ad una soluzione urbanistica e architettonica in grado non solo di conferire all’area una forte identità e riconoscibilità urbana, ma anche di escludere problemi di sicurezza stradale derivanti da poca visibilità e mancanza di una segnaletica adeguata. All’entrata ovest Borgo Molo il diametro della rotatoria è stato aumentato definendo le corsie di marcia in maniera chiara ed è stata potenziata la segnaletica orizzontale per definire le direzioni dei punti di interesse fondamentali. Con l’idea di valorizzare le specificità locali sulla rotatoria un’installazione artistica rimanda alla molluschicoltura con i suoi “orti d’acqua” e trova nella sua struttura l’elemento più appropriato a simboleggiare l’identità locale strettamente connessa alla storia, alla cultura, alla politica e all’economia del Delta del Po. Essa presenta raggruppamenti di pali in acciaio verniciato a sezione circolare, rastremati verso la cima ed opportunatamente ancorati a terra tramite tirafondi, che si articolano spazialmente con differenti altezze ed inclinazioni. La parte sommitale di ognuno sarà collegato con gli altri tramite cavi andando a creare una rete sospesa che coprirà illusoriamente l’area. Saranno dotati di un sistema di illuminazione a LED che nelle ore notturne presenterà l’installazione come sfondo e richiamo visivo. Sulla superficie vegetale verrà riprodotto il disegno del tangram, per simboleggiare la composizione degli elementi di paesaggio, proposto tramite canaline riempite di ghiaia bianca e ciottoli di fiume in contrasto con il verde dell’erba. Il disegno si amplierà anche a terrà tramite una variazione del cromatismo della superficie dell’asfalto in diverse tonalità di grigio, proprio per non infastidire e confondere il guidatore, che marcherà e valorizzerà il nodo stradale ulteriormente. La permeabilità della struttura in elevato garantirà la visibilità della strada e quindi la sicurezza stradale, mentre la struttura stessa diventerà un riferimento visivo anche a distanza, anche nelle ore notturne, diventando un vero e proprio landmark. L’isola direzionale accanto accoglierà la scritta in lettere scatolate in acciaio Corten (100 x 60 x 5 cm) di benvenuto indirizzando il guidatore verso via G. Matteotti.

Questo tipo di intervento riguarderà anche l’accesso est Fraterna ma non prevedrà la riconfigurazione della rotatoria bensì l’installazione dello stesso tipo di struttura e di pavimentazione, seguendo la morfologia delle isole spartitraffico attualmente presenti.

 

4.2 Potenziamento pedonale con parklets

Il parklet è un’estensione del marciapiede che offre più spazio e comfort per le persone che utilizzano la strada: sono luoghi destinati alla socializzazione e l’incontro tra persone. Questi trasformano parte della strada accanto al marciapiede in uno spazio pubblico che si estende tipicamente dal marciapiede e occupa in lunghezza due posti auto. La loro predisposizione è stata pensata in maniera permanente ma sono progettati per una facile rimozione senza danni alla strada ed il marciapiede, ed in prossimità delle attività commerciali e dei punti di interesse nonché vicino alle fermate dei mezzi. Poiché tipicamente finanziati e mantenuti da imprese vicine, residenti e organizzazioni della comunità, riflettono la diversità e creatività delle persone e delle organizzazioni che li sponsorizzano, ma sono accessibili al pubblico e aperti a tutti. Questi piccoli parchi sono stati pensati per offrire servizi per la sosta ed esaltare i caratteri del luogo destinandoli all’arte (mostre fotografiche o scultoree dell’arte locale e del territorio), o come giardino botanico con dettagli sulla tipica e particolare flora locale, come punto interattivo e di condivisione tecnologico, area Wi-Fi e ricarica elettrica e possono essere dotati di parcheggio per le biciclette. Sono disegnati sulla base della composizione del tangram e prevedono l’utilizzo del legno come materiale primario, alternato a gabbioni metallici, pietre di fiume, vegetazione ed una verniciatura di rosso, riproposti in modalità, combinazioni ed incroci sempre differenti. Essi rappresentano un potenziamento per la mobilità sostenibile in quanto aiuta a rendere la strada più sicura e confortevole per i pedoni che potranno usufruire di uno spazio per la sosta e, qualora non siano destinati ad ospitare persone, forniranno verde, arte e amenità visiva.

 

4.3 Nuovo modello di viabilità

L’asse di via G. Matteotti presenta una sezione ampia in grado di ospitare diversi tipi di mobilità (carrabile, ciclabile e pedonale) pertanto è stato progettato un camminamento pedonale nei lati più esterni seguiti da parcheggi su un lato e da una pista ciclabile a doppio senso di marcia dall’altro e la strada carrabile al centro. Nel lato ovest della strada, facendo riferimento alla planimetria dei lavori di risezionamento in corso per la progettazione della ciclabile, si è deciso di spostare la fila dei parcheggi internamente, a filo con la corsia di marcia, per lasciare più eternamente lo spazio dedicato alla mobilità pedonale che gioverà di maggiore sicurezza e continuità. Il camminamento su questo lato sarà rialzato rispetto al piano stradale per poi scendere in corrispondenza dei passi carrabili e delle intersezioni senza alcuna barriera architettonica, con soluzione di continuità. Sarà quindi un camminamento molto morbido percorribile da tutti gli utenti che alle volte, in corrispondenza delle intersezioni, si sposterà verso il bordo della strada per poi rientrare in asse. Questo tipo di spostamento crea movimento e permette una maggiore visibilità del percorso nei nodi dei flussi veicolari, grazie anche alla sua pavimentazione in betonelle posate a secco pigmentate sui toni del rosso, in continuità con il percorso già esistente. In questi tratti si prevede la disposizione di dissuasori per una maggiore protezione del fruitore. Il marciapiede sul lato opposto, accanto alla ciclabile, è anch’esso rialzato e presenta una pavimentazione drenante e le rampe per disabili in corrispondenza degli incroci. Tra la viabilità carrabile e quella ciclopedonale, posta alla stessa quota del piano stradale, è stato realizzato un elemento separatore vegetale, invalicabile, atta a garantire una sufficiente protezione dal traffico veicolare. Questo tipo di intervento, insieme a cambi di pavimentazione, ai parklet ed altri servizi al cittadino, incoraggiano il pedone a muoversi a piedi o in bicicletta favorendo la mobilità dolce a discapito di quella veloce delle automobili.

 

4.4 Accessibilità                                           

Migliorare l’accessibilità significa agire su più fronti: è innanzitutto necessario sapere in che direzione spostarsi per raggiungere un luogo, essere in grado di poterci arrivare senza incorrere in barriere architettoniche ed avere input che facciano percepire di stare sulla strada giusta. Pertanto sono state rimosse le barriere architettoniche per permettere anche ai disabili una facile percorrenza ed è stata potenziala la segnaletica non solo verticale ma anche orizzontale, grazie alla quale si potranno avere indicazione sui punti di interesse e le visuali panoramiche. Sono stati introdotti anche i percorsi tattili per orientare la marcia dei non vedenti e ipovedenti, andando a segnalare la pericolosità dei nodi ed a guidare il cittadino verso i servizi di trasporto pubblico in entrambe le direzioni di marcia, mettendoli in collegamento con gli attraversamenti pedonali. Per aumentare la percezione dello scivolo e quindi mettere in evidenza la variazione di pendenza del percorso ed il segnale di pericolo, si è ricorso all'uso di cromatismi e materiali differenti come da normativa.

L’intero asse sarà accessibile anche nelle ore notturne grazie all’ illuminazione che identificherà l’asse, gli incroci e gli accessi in maniera differenziata e quindi riconoscibile anche a distanza: le installazioni delle porte d’accesso segnaleranno fortemente l’inizio dell’area, l’illuminazione pubblica sarà il filo conduttore del boulevard ed i pali scultorei valorizzeranno e segnaleranno gli incroci.

 

4.5 Nuova identità degli incroci stradali

L’intersezione risulta essere in nodo più critico, ma allo stresso tempo anche lo spazio più importante in quanto connessione tra il boulevard pedonale e quello carrabile. Pertanto si è pensato ad una soluzione fortemente caratterizzante a livello visivo tesa proprio ad enfatizzare il ruolo di nodalità/centralità di tale spazio, sia attraverso il disegno delle pavimentazioni sia attraverso un sistema architettonico. E’ una variazione nelle modalità di regolazione, nella riorganizzazione del regime prioritario, nelle modifiche geometriche e di fruizione. Una nuova pavimentazione con diversi cromatismi, che rimanda al tangram di paesaggio, marcherà il transito a favore del pedone e del ciclista. Inoltre l’inserimento di elementi architettonici e di vegetazione, che valorizzano i nodi di attraversamento, guiderà le visuali facendo percepire l’intersezione nella sua interezza e nel contempo indirizzerà il fruitore anche verso i luoghi di interesse. Rappresenta quindi uno spazio lento che trasmette l’idea di permanenza e non di attraversamento. Uno spazio in cui avviene una evidente riduzione del traffico e della velocità grazie alla pedonalizzazione del tratto interessato. Il disegno sulla strada carrabile prosegue difatti sul marciapiede tramite linee di pavimentazione in ciottolato o tramite variazioni cromatiche creando di fatto un unico sistema di pavimentazione integrato. Ai lati dell’intersezione sono stati riproposti i pali illuminanti degli accessi all’asse di via G.Matteotti ma in altezza ridotta ed una vegetazione di tipo erbaceo ed arbustivo autoctono (Carex riparia, Calystegia sepium, Juniperus sp., Crategus monogyna, Cistus incanus, Leucojum aestivum, Limonium serotinum, Ramnus alaternum). L’utilizzo di specie vegetali che non occludono la vista e di elementi architettonici permeabili permette il controllo del funzionamento dell’intersezione, affinché sia facilmente comprensibile a tutti gli utenti che vi si apprestano, garantendo anche che le manovre siano ben visibili da qualunque postazione all’interno dell’incrocio. Si è inoltre ottimizzata la comprensione del funzionamento dei flussi tramite miglioramento della segnaletica a favore del pedone e del ciclista.

 

4.6 Sostenibilità

L’uso di tecnologie sostenibili, materiali locali e vegetazione autoctona, lo sviluppo della mobilità dolce con bike sharing e dei processi di cooperazione cittadina e co-housing che sono stati proposti contribuiscono alla realizzazione di un circuito sostenibile. La pavimentazione della pista ciclopedonale è stata pensata in massetto ecosostenibile pigmentato BIOSTRASSE, mentre il marciapiede accanto in calcestruzzo drenante i.idro DRAIN per restituire al terreno le acque piovane ricaricando le falde acquifere. A differenza delle pavimentazioni in asfalto drenante, non contiene olii ed altri agenti inquinanti che rischierebbero di essere trascinati dalla pioggia verso torrenti, fiumi e mari. Un particolare tipo di pavimentazione, le pedane PAVEGEN, verrà installata sporadicamente in prossimità dei parklet e dei servizi in cui è richiesta energia, come negli sharing parklet. Queste pedane producono energia dal camminamento pedonale trasformandola da cinetica ad elettrica. Se calpestate, sono in grado di produrre circa 2,1 watt all’ora stimando un passo ogni 5-10 secondi. Al passaggio del pedone, la luce a LED si attiverà segnalando che l’energia è stata immagazzinata. Questo tipo di produzione energetica verrà aggiunta a quella prodotta dalle pensiline fotovoltaiche organiche (OVP) e servirà per fornire l’elettricità per i servizi circostanti (ricariche elettriche, illuminazione, etc.). I disegni del tangram sulla pavimentazione carrabile saranno realizzati con calcestruzzo drenante e fonoassorbente Drain Beton pigmentato per permettere una maggiore armonia cromatica con il paesaggio ed una mitigazione dell’”isola di calore”.