Naviga con la mente nel barcone di Roma

Festival del Verde e del Paesaggio 2017 - Roma (RM), Italia

Menzione d'onore

Project

type       National Competition

client    Festival del Verde e del Paesaggio

area       10 m2

status   completed

site        Rome - Italy

year       2017

 

Team

arch. paes. Marina Cicalini (group leader),

arch. paes. Simone Catalani, arch. paes. Federica Perissi

Non importa quanto sia grande, ma uno spazio aperto ben progettato diventa un luogo in cui sostare all’aria aperta, liberare la mente, prendersi una pausa dalla vita quotidiana per osservare ciò che ci circonda, o per immergersi nei ricordi e nei sogni. Diventa l’occasione di chiudere gli occhi ed aprire la mente, liberi di navigare nel mare dei ricordi con il riflesso di sé stessi o con lo spirito più puro di quando eravamo bambini ed immaginare anche posti inesplorati o meditare sul futuro: un viaggio nei sogni finché non si approda alla costa per finire di fantasticare e ritornare alla realtà.

Da qui prende forma l’idea della barca: che sia nave, traghetto o veliero è un simbolo che esprime l’idea del viaggio, un’avventura che con la mente e lo spirito del navigatore-sognatore ci concede un po' di tempo per noi stessi. Nell’albero che svetta, nel movimento della vela deciso dal vento, la prua solca le acque del tempo fluendo nell’esistenza e a timonare ci siamo noi, capitani ogni giorno della nostra stessa vita.


Il progetto si aggiudica una menzione speciale da parte della giuria durante l'evento del Festival del verde e del paesaggio (Edizione 2017).

Il tema rimanda dunque alla forma della barca, in cui l’ossatura dello scafo, ancorata alla pedana di appoggio, è composta da una serie di listelli di legno forati su tre altezze in cui passeranno, come correnti, dei fili che sosterranno le fascine vegetali. Viene così ricostruito il profilo longitudinale della barca che prevede appositamente due prue in quanto non si vuole dare una direzione di navigazione, simbolo del viaggio nel tempo a ritroso o verso il futuro. Grazie alla predisposizione di uno specchio centrale che collega le due prue verrà riflessa la metà mancante dello scafo ricostruendolo nella sua interezza per dare l’idea di essere realmente a bordo. Gli alberi della barca in questo caso sono due: l’albero di maestra e l’albero di mezzana. L’albero di maestra nel progetto è il tronco principale che si erge dalla pedana a cui è fissato e fa da sostegno alle funi di canapa che lo collegano alla base. Si crea così la forma di due vele triangolari distinte. A destra la vela è riproposta rendendo protagonista il verde, con delle funi su cui verranno appese delle piantine officinali racchiuse in sacchetti di juta in continuità con la rampicante che dall’albero si propaga su di esse. Sulla sinistra, invece, un’unica fune collegata alla prua farà da sostegno al fiocco, una vera e propria vela che rimanda anche alle tende parasole dei balconi e che svolazza morbida al vento. L’albero di mezzana è riproposto con un listello a base quadrata ancorato alla pedana, a cui sono fissate le funi che lo collegano all’albero di maestra creando un reticolo orizzontale. Su di esso, come uno stendino, sono appesi dei vestiti per far risaltare come le tipiche azioni quotidiane si possono integrare in un contesto più fantasioso. Specie ornamentali a terra vedranno l’alternarsi di graminacee ed essenze aromatiche in sacchi di juta. La seduta riprende lo stile del banco delle barche ed è formata da una tavola di legno fissata a due botti di vino da 15 litri che faranno da sostegno, un rimando alle navi mercantili ed all’utilizzo del balcone anche come spazio per banchettare.