The Eternal Bow - Isola del Giglio, Italia

Project

type       International Competition - Concordia Lighthouse

client    MatterBetter

area       1.000 m2

status   completed

site        Punta Gabbianara, Isola del Giglio - Italy

year       2015

 

Team

arch. Alessio Pea PhD (group leader),

paes. Simone Antonelli, paes. Laura Cecconi


Concept

Fu un disastro. 33 persone in totale persero la vita in quella che sarebbe dovuta essere una vacanza.

Una leggerezza di chi era alla guida di quel grande mezzo di locomozione che è una nave, un “inchino” superfluo per salutare quella stessa costa sulla quale a breve la Concordia lacerata si sarebbe appoggiata.

L'idea alla base del nostro progetto è quella di ricordare l'avvenimento attraverso un faro che non abbia la sola funzione di illuminare i bordi costieri o di essere di aiuto alla navigazione, ma piuttosto di diventare un landmark fisico e concettuale che tramite molteplici elementi rievochi la memoria della tragedia.

Una grande passerella pedonale (lunga tanto quanto era la Concordia) parte dalla terra con una leggera pendenza in salita ed è sorretta da una struttura arcuata che vuole rievocare la figura di un inchino, elemento per noi essenziale sia per il suo valore simbolico legato al reciproco rispetto sia per la polisemia che contraddistingue la parola.

Una volta percorsa questa linea retta si arriva ad un affaccio diretto sul mare e ad elemento verticale (alto quanto la Concordia), sulla sommità del quale vi è la confortante luce del faro.

All'interno di esso si trova un ascensore che ha la funzione di far accedere il guardiano alla sua cellula abitativa e di trasportare i visitatori nel memoriale subacqueo. Esso rappresenta un altro elemento cardine del progetto in quanto vuole commemorare le vittime che proprio sott'acqua persero la vita. Si arriva dunque in questa stanza che altro non è che una grande bolla, dalla quale è possibile intuire che intorno ve ne siano altre 32: così 33 bolle in totale che vogliono rappresentare il numero delle persone che presero parte alla tragedia. La più grande, quella nel cui interno si arriva dall'ascensore, vuole ricordare il sub che perse la vita nel tentativo di salvare quella degli altri mentre quelle più piccole rimandano al resto delle vittime.

Quest'insieme di bolle non uniformi, che ricordano la risalita dell'ossigeno verso la superficie, rimarranno per sempre intrappolate sotto quell'acqua, come in attesa che qualcuno le catturi per esalare un ultimo respiro. Tutte insieme convergeranno verso il corpo centrale del faro perché saranno proprio loro a dare ad esso la nuova luce.

Dunque un progetto basato su due idee forti: l'inchino eterno che la terra rivolge al mare in segno di rispetto, quasi a voler chiedere scusa per quegli scogli che hanno lacerato la nave e che sono stati la causa di una simile tragedia; ed un memoriale, al quale si accede dalla fine dell'inchino, pensato come fosse un cimitero subacqueo nel quale bolle di ossigeno si sostituiscono alle croci.

Per tutti voi, un eterno inchino.